Ecco come mangiano gli italiani.

A chi non fa gola una bella fetta di torta al cioccolato? Un dolcetto ogni tanto va bene, uno alla settimana, si. Peccato che per gli Italiani grassi e dolci siano ancora assunti in modo esagerato.   Lo dicono i dati dell’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare / Health Examination Survey suicomportamenti alimentari della popolazione adulta italiana raccolti nel 2008- 2012.

Si è trattato di un sondaggio condotto in tutte le regioni della penisola usando campioni casuali della popolazione generale, stratificati per età e sesso, in 23 comuni, 220 persone ogni 1,5 milioni di persone.

Si sono esaminati i dati di 9.111 persone, di età compresa tra 25 e 79 anni; il tasso di adesione è stato del 53%. I dati analizzati si riferiscono a 8.462 persone che hanno risposto in modo completo al questionario.

Sono stati analizzati gli stili di vita , i fattori di rischio cardiovascolari e sono stati identificati i soggetti ad alto rischio.

Sono stati descritti i principali comportamenti alimentari salutari e le sostanze nutritive sono state raggruppate in macroaree. Si è misurata l’assunzione di sodio e di potassio anche con la raccolta delle urine delle 24 ore; i dati sono stati confrontati con il modello mediterraneo descritto nell’indagine nutrizionale effettuata a Nicotera, un comune della Regione Calabria.

I comportamenti alimentari sono stati valutati tramite un questionario che comprende  gli alimenti principali, le porzioni usate e la frequenza di assunzione dei gruppi di alimenti.

Le abitudini alimentari sono risultate sane solo in una parte della popolazione: il 30% ha un adeguato apporto di verdure e pesce; solo il 10% assume torte / dolci / dessert una volta alla settimana come raccomandato.

L’assunzione di energia da grassi saturi e zuccheri è però ancora troppo alta. 

Rispetto al modello mediterraneo degli anni Sessanta (studio di Nicotera), il consumo di cereali, patate e legumi è ridotto a metà, mentre salumi, formaggi, latte, e in particolare i dolci sono più che raddoppiati.

Tenendo conto della distribuzione dei fattori di rischio e delle condizioni ad alto rischio come quella disovrappeso/obesità, che colpisce quasi il 75% della popolazione adulta, dell’inattività fisica (30-40%), dell'ipertensione (50%), ipercolesterolemia (35%), e diabete (7-11%), urgono azioni comunitarie per migliorare la dieta della popolazione.

È necessario anche che la popolazione venga indirizzata in generale a ridurre le porzioni e l'assunzione di sale, a usare con moderazione l'olio d'oliva e il vino dato i loro elevati valori calorici, come raccomandato dalla moderna dieta mediterranea.

Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26554689

 

   

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
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