Menopausa: il corpo cambia e noi ci adattiamo!

La soppressione degli ormoni ovarici in donne in premenopausa con agonisti ormonali del rilascio delle gonadotropine (GnRHAG) può causare aumento della massa grassa (FM)  e riduzione della massa magra (FFM).
Non si sa se questo effetto è specificamente causato da un calo di estradiolo.

Uno studio scientifico ha valutato gli effetti della somministrazione di GnRHAG con estradiolo o placebo sulla densità minerale ossea ,  sulla resistenza all’esercizio fisico e sulla composizione corporea.

Settanta donne sane in premenopausa sono state sottoposte a 5 mesi di terapia con GnRHAG e quindi randomizzate a ricevere in aggiunta estradiolo transdermico E2 o placebo o estradiolo+placebo.
I gruppi non differivano per età e indice di massa corporea (BMI).

In risposta a GnRHAG + PL si è perduta massa magra (media, -0,6 kg; 95% CI, -1.0 a -0,3), ma non in risposta a GnRHAG + E2 (media, 0,3 kg; 95% CI, -0,2 a 0,8) o GnRHAG + PL + Ex (media, 0,1 kg; 95% CI, -0.6 a 0.7). Sebbene FM non sia cambiata in entrambi i gruppi, la zona del grasso viscerale è aumentata in risposta a GnRHAG + PL, ma non in risposta a GnRHAG + E2.

GnRHAG + PL ha provocato una riduzione della densità minerale ossea, che invece è stata evitata da E2.

I dati preliminari suggeriscono che l'esercizio fisico possa aver avuto effetti favorevoli sulla FM, FFM, e BMD.

Il periodo che precede la menopausa è molto delicato. L’effetto delle variazioni ormonali può essere quello di aumentare la fragilità ossea e l’accumulo di massa grassa. Per questo è bene mangiare una varietà ampia di alimenti per ottenere tutti i nutrienti necessari.

In particolare per le donne calcio e ferro sono i minerali a maggior rischio di carenza: per il calcio mangiare e bere da due a quattro porzioni di latticini e alimenti ricchi di calcio al giorno; per il ferro, assumere almeno tre porzioni di cibi ricchi di ferro al giorno.

Fondamentale è anche l’apporto di fibra, tramite assunzione di pane integrale, cereali, pasta, riso, frutta fresca e verdura.

Bere molta acqua. Come regola generale, bere otto bicchieri di acqua ogni giorno, quantità che soddisfa il fabbisogno giornaliero per gli adulti sani.

Ridurre il cibi ricchi di grassi. Il grasso dovrebbe fornire dal 25% al 35% delle calorie totali giornaliere. Utilizzare zucchero e sale con moderazione.

Gli alimenti di origine vegetale che hanno isoflavoni (estrogeni vegetali) agiscono nel corpo con una debole azione estrogenica. Per questo motivo, la soia può aiutare ad alleviare i sintomi della menopausa, anche se i risultati della ricerca non sono chiari. Alcuni possono avere azione ipocolesterolemizzante e di regolazione delle vampate e della sudorazione. Gli isoflavoni si trovano in alimenti come il tofu e il latte di soia. Una porzione media dei tradizionali alimenti a base di soia apporta dai 20 ai 30 mg di isoflavoni.

È possibile combattere i malesseri della menopausa. Ma chi non vuole o non può sottoporsi alla terapia ormonale sostitutiva quali strade può percorrere? Le cure “alternative” sono tante e, secondo stime recenti, dal 50 all’80% delle donne prova almeno un rimedio diverso dagli ormoni, così la North American Menopause Society ha cercato di fare chiarezza pubblicando le linee guida aggiornate su ciò che funziona o meno contro le vampate di calore, il sintomo più comune e fastidioso del climaterio. La terapia cognitivo-comportamentale, una buona igiene del sonno, l’ipnosi e un approccio positivo al cambiamento, per esempio, ne riducono l’impatto in misura significativa, anche se non hanno effetto sulla loro frequenza; pure gli antidepressivi della classe degli inibitori della ricaptazione della serotonina (Ssri) possono servire, ma hanno effetti collaterali e vanno usati con cautela. Su tutto il resto, spiegano gli autori, i dati non sono univoci.

Non si possono trarre conclusioni certe

Conferma Francesca Nocera, presidente della Società Italiana di Ginecologia della Terza Età: «Gli studi sulle cure alternative non consentono di trarre conclusioni certe, alcuni fitofarmaci agiscono grazie agli stessi meccanismi degli ormoni per cui ne condividono pregi e difetti. Serve il consiglio del ginecologo, anche quando si propende per una medicina complementare. Purtroppo tante pensano che ciò che è naturale non possa far male, ma non è sempre così». In questo senso è tranquillizzante il parere positivo dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) in merito agli isoflavoni in integratori alimentari, che si trovano per esempio in estratti di soia, trifoglio rosso o radice di kudzu. I dati raccolti, stando agli esperti che hanno stilato il documento e dal 2009 studiano l’argomento, mostrano che i prodotti venduti nell’Unione Europea non sono nocivi per seno, utero o tiroide delle donne in menopausa; non ci sono invece ancora dati a sufficienza per esprimersi in merito a chi è in peri-menopausa, ha avuto già un tumore alla mammella o ha una familiarità per questo carcinoma.

I benefici possono dipendere dall’effetto placebo

«Molte sostanze “naturali” vengono pubblicizzate come anti-vampate - aggiunge Rossella Nappi, ginecologa dell’Ambulatorio di endocrinologia ginecologica e della menopausa del Policlinico San Matteo di Pavia -. Alcune alleviano un po’ il sintomo. Se una donna non vuole o non può fare una terapia ormonale sostitutiva perciò si possono prescrivere alcuni prodotti, nella consapevolezza che i benefici potrebbero dipendere da un effetto placebo, non durare a lungo, e sapendo che gli integratori non proteggono dagli altri problemi connessi alla menopausa. Se i sintomi sono lievi e la donna è in salute si può partire da integratori con i minori effetti estrogeno-simili: per esempio si possono provare prodotti a base di cimicifuga racemosa, estratti di polline, riso rosso, vitamina D e magnesio». «I supplementi con vitamina D, E, magnesio e resveratrolo sembrano abbastanza efficaci contro le vampate: anche le terapie non convenzionali possono aiutare, l’importante è deciderle con il medico sulla base del profilo di ciascuna donna», conferma Paolo Scollo, presidente della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia.

 Il grasso influenza molto la situazione ormonale

«L’anno prossimo dovrebbero arrivare le linee guida europee per le terapie alternative anti-vampate - riprende Nappi -. È necessario, perché i prodotti d’oltreoceano sono estratti e preparati in modo diverso, per cui hanno anche effetti differenti. Inoltre le donne negli Usa sono più spesso in sovrappeso: il grasso influenza molto la situazione ormonale, per cui le conclusioni del documento Usa, che indica una mancanza di efficacia per tante terapie alternative, non sono automaticamente applicabili da noi».

Fonti: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25783468; 

http://www.corriere.it/salute/15_ottobre_30/menopausa-possibilita-limiti-rimedi-alternativi-826c30d4-7efb-11e5-882e-dcc202b27802.shtml?refresh_ce-cp

 

   

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Sig.ra Claudia Petrazzuolo
eMail: info@corsidiformazionecm.it
Lifestyle Changing -  Associazione no profit  Cf:92056210468
 

 

POWERED BY DIGIPO.TECH

 INFORMATIVA UTILIZZO COOKIE